Mai più sola

Felice è la mia vita
dopo tanto soffrire…
un alito di vento
mi apre il cuore…
stà tornando
la luce ed io penso:
sarà quanto io merito?
Un Angelo si poggia
sulla mia spalla…
sorride…. mi volto,
vedo una scia
che apre un sentiero…
una mano solleva
un raggio di sole.
E’ l’Onnipotente,
che avanzando verso me
dice sorridendo:
“Non sarai mai più sola”.

Mia più sola
Poesia di Violetta Grossi

***

Foto di Christower Dae
Foto di Christower Dae

Per tutte quelle donne violate, per tutti quegli uomini che un domani cresceranno un figlio, per Te, per Noi…
Per sensibilizzare, per continuare a lottare, insieme…
Per non dimenticarci mai che, purtroppo, la violenza c’è ma, con la tua forza, con il sostegno ci si può difendere.

Numero di pubblica utilità 1522, nato e pensato come servizio pubblico nell’intento esclusivo di fornire ascolto e sostegno alle donne vittime di violenza

1522_tempbl
Foto di Morghana Savira (aka Chiara Valentina Godano)

Ringrazio Fiona Saiman e Christower Dae per la collaborazione 🙂

Il coraggio a due mani
Poesia di Davide Ghiorsi

Crudi gesti infami
di mani padrone sul fragile corpo
di fiele straripan parole
da bocca intagliata nel marmo
pesanti catene frustanti
trascinandoti a fondo
giorno dopo giorno
tra ripetuti inganni.
Sbattuta e ribattuta
contro i muri l’anima tua
ingoia tormenti.
Donna spogliata di te e della tua espressione
non tremare d’innanzi ai suoi occhi di ghiaccio
scaraventa fuor di te montagne di coraggio
ferma la sua mano con un fulmine
bruciando barbarie.
Afferra la tua forza a due mani
riduci in polvere ogni prevaricare
ora tu donna ferita e stanca
affonda il tuo passo deciso rizzandoti in piedi
lascia la voce tua prender forma
di te del tuo esser donna.
Mai più vittima silenziosa ad asciugar ferite
divampa di te la tua essenza
elargendola al mondo
riemergi dagl’inferi estremi
e sii finalmente Donna…

***

Sono una donna
Poesia di Amel Moussa

Nessuno può immaginare
quel che dico quando me ne sto in silenzio
chi vedo quando chiudo gli occhi
come vengo sospinta quando vengo sospinta
cosa cerco quando lascio libere le mani.
Nessuno, nessuno sa
quando ho fame quando parto
quando cammino e quando mi perdo,
e nessuno sa
che per me andare è ritornare
e ritornare è indietreggiare,
che la mia debolezza è una maschera
e la mia forza è una maschera,
e quel che seguirà è una tempesta.
Credono di sapere
e io glielo lascio credere
e io avvengo.
Hanno costruito per me una gabbia affinché la mia libertà
fosse una loro concessione
e ringraziassi e obbedissi.
Ma io sono libera prima e dopo di loro,
con loro e senza loro
sono libera nella vittoria e nella sconfitta.
La mia prigione è la mia volontà!
La chiave della mia prigione è la loro lingua
ma la loro lingua si avvinghia intorno alle dita del mio
desiderio
e il mio desiderio non riusciranno mai a domare.
Sono una donna.
Credono che la mia libertà sia loro proprietà
e io glielo lascio credere
e avvengo.

***

Canto della donna ferita
Poesia di Chiara Catanese

Nerbo di una conchiglia sarà,
bambina mia, il tuo candore
-non lo macchierà nessuno-
la tua delicatezza sarà
materia delle rose
-nei boschi più lontani-
sarà brezza di zefiro
fra gli scogli remoti
la tua dolcezza
petalo sulle guance dell’alba
il tuo sguardo di luna
toccherà solo il mare
e non saprai di Anna
e della sua memoria
che da un giorno nefasto
sa solo di orrore e grida
e non saprai di Aisha
con la vita cucita
trascinarsi su strade monche
con addosso solo i suoi occhi
e non saprai, neanche,
del sale di Ania
che sa sempre di sudore
e mai di mare.
e sarai solo
-tu che imbracci solo
l’arco della Terra-
dell’aurora e del tramonto
mai di un mondo di uomini
che non ti merita.

    

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